La Gazzetta di Parma publica hoy un hermoso artículo de Luigi Alfieri sobre el Museo Guggenheim Bilbao. Un artículo que se inicia con uno recuerdo personal, el tacto de la carpa que esperaba en la bañera de casa el momento de ser el centro de atención de la comida o la cena. El autor recuerda que acariciar su lomo era una sensación divina. Ese recuerdo es el que usa para iniciar un extraordinario atículo sobre el Museo bilbaino.

Gazzetta di Parma – 23/7/2011 –  Italia

A Bilbao la carpa più bella del mondo

Frank O. Gehry ha trasformato il gioco di un bimbo nel monumento più fotografato della terra. Quando era alto un soldo di cacio, acchiappava le carpe nel bagno di casa (stavano lì in attesa di finire nel forno) e passava il tempo accarezzando le loro scaglie. Trovava quella sensazione tattile divina. Divenuto uno degli architetti più osannati del mondo, ha deciso di ricoprire di scaglie, come se fosse una carpa, il Museo Ghuggenheim di Bilbao. Ma il Guggenheim non è solo un pesce, è anche una duna del deserto. Le sue linee sono dolci come quelle di una bocca che si apre in un sorriso e il suo colore cambia col cambiare della luce del giorno, come la sabbia nel Sahara. All’alba è rosa, nel meriggio d’argento, al tramonto arancione. Non ci si stanca mai di guardarlo.

(sigue)
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